Smart tv: nuove visioni

I televisori diventano Smart e si collegano a Internet. Anche in Italia sta  cambiando il modo di guardare il piccolo schermo.

 Una volta il televisore era come una lavatrice: un bene semidurevole che aveva un cavo per l’antenna e uno per l’alimentazione. E che serviva a prendere i pochi o tanti canali in bianco e nero, in base alla zona, che arrivavano dall’etere. Poi è arrivato il colore. Grandi dibattiti con familiari, parenti e vicini e poi il grande passo: cambiamolo! Passi lunghi decenni. Man mano i passi sono diventati più corti: gli schermi piatti, il plasma, l’Lcd, i Led, l’alta definizione, il digitale terrestre che ha spinto anche i più resistenti a cambiare tv, il 3D con occhiali, il 3D senza occhiali del prossimo futuro. E i cavi? Altro che due. Oggi un televisore che si rispetti deve avere sul retro, sul fianco e a volte, se il design minimalista lo consente, un trionfo di prese: ottiche, Hdmi, Usb, Mini Scart, A/V, Super e altre di cui la maggior parte di chi ama gustarsi un film spaparanzato sulla poltrona ha sentito parlare poco o niente. Servono per collegare Playstation, computer, videoregistratori, chiavette Usb e sistemi di home cinema al buon caro vecchio tivvu. Il risultato? Troppi cavi, tanta complessità. E il rischio di investire mille euro in un televisore che invecchia dopo un anno anziché dopo cinque o dieci, come una volta. Tanto da scoraggiare anche i più avanzati appassionati di novità tecnologiche.

Il bello delle Smart tv

Ma non tutta la tecnologia viene per nuocere. Oggi che gli schermi piatti ad alta definizione, magari anche 3D, sono una realtà consolidata, si può farne la base di partenza per andare verso la semplificazione. E la convergenza, tanto auspicata, tra computer e tv. Due mondi vicini e distanti. Da una parte il pc con canzoni e film pronti da vedere su uno schermo piccolo e scomodo. Dall’altra il televisore con l’audio bello e potente da home cinema. Bisognava farli “parlare” masterizzando dischi da inserire nel lettore di Dvd, oppure comperarne uno con la chiavetta. Scomodo. E’ il momento degli Smart Tv, i modelli che integrano una connessione Wi-Fi per collegarsi facilmente agli altri dispositivi di casa, dal notebook allo smartphone. E per collegarsi a Internet tramite quelle famose “App” che ora vanno alla grande anche nelle Smart Tv. C’è un App per tutto anche sui Tv, non soltanto sui telefonini.

Morte ai palinsesti

Tutto questo sta aprendo la strada a un grosso cambiamento anche nel modo di usufruire della televisione: la maggior parte degli spettatori è stufa dell’arroganza dei palinsesti. Aspettare il tal giorno e la tal ora per vedere quel film o essere bloccati in casa ogni martedì per la serie televisiva preferita. Che magari viene interrotta senza preavviso per tre mesi per poi riprendere da un giorno all’altro. I più evoluti si arrangiano. Si scaricano un programma peer-to-peer come eMule (www.emule-project.net), vanno su un sito tanto utile quanto border line come http://tvu.org.ru e con pochi clic mettono in download intere serie televisive, nella lingua preferita. In lingua originale per vederle subito, in italiano per vederle quando si vuole e come si vuole. Sul computer o sul televisore, magari grazie a uno di quegli hard disk con media player che si trovano a pochi soldi nei negozi. Gratis. Peccato che sia illegale.

Cubi vecchi e nuovi

Questa tendenza non è però sfuggita a major, reti e produttori di televisori, che vogliono creare anche per la tv un modello come quello di Apple Store: programmi da scaricare o vedere in streaming “on demand”, a un costo contenuto. Ora che i nuovi televisori hanno sempre più spesso la connessione Wi-Fi integrata e che in tante case l’Adsl senza fili è presente è tutto più facile. Un esempio? La nuova Cubovision Tv di  Telecom Italia, una App che consente di vedere film e programmi video on demand sugli Smart Tv di Samsung. Cubovision TV di Telecom Italia propone, inoltre, servizi informativi sempre aggiornati dedicati alle ultime notizie, al meteo, a contenuti per bambini e ragazzi, a concerti, documentari e a rubriche speciali da consultare sullo schermo per essere sempre al passo con i tempi in ogni momento della giornata. A questo si aggiunge la possibilità di accedere a tante emittenti televisive diffuse tramite Web.  Tra l’altro chi acquista entro la fine di luglio uno Smart Tv di Samsung avrà 60 film da vedere inclusi nel prezzo. E chi non ha un televisore Samsung? Per loro c’è un vero e proprio cubo di plastica, stesso nome dall’App ovviamente, che si connette via cavo al televisore e via Wi-Fi alla rete (world.cubovision.it/cubo). Comprende decoder digitale terrestre, web tv, hard disk da 250 GB per memorizzare i programmi e costa 199 euro (5,5 euro al mese a noleggio). Cubovision consente di accedere a migliaia di contenuti on demand con più di 1500 ore mensili di programmazione e oltre 200 titoli al mese all’interno di un catalogo di serie TV. E’ sul mercato da tempo, per la verità, ma non ha mai avuto grande successo.

Sony e gli altri

Anche Sony ha lanciato alla grande il suo servizio di video on demand, accessibile da tutti i suoi prodotti connessi a Internet, dai televisori Bravia alle PlayStation. Si chiama Video On Demand powered by Qriocity e consente di “noleggiare” film a partire da tre euro per i titoli più vecchi sino a 5 euro per le novità in alta definizione Una volta acquistati, sono visionabili entro 30 giorni dall’acquisto e possono essere visti quante volte si desidera nelle 48 ore successive all’inizio della prima visione. Philips ha lanciato l’anno scorso le sue “Net Tv”. Si tratta di una piattaforma aperta di televisori connessi a Internet condivisa con Sharp e e Loewe, mentre Samsung, Sony, Panasonic e Lg hanno scelto piattaforme proprietarie.

Ci provano tutti

Se i produttori di televisori si stanno dando da fare per proporre video on demand, tanti altri progetti sono in cantiere o arrivati da poco sul mercato. Sky On Demand (www.sky.it), ad esempio, è un nuovo servizio disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati della pay tv italiana che hanno il decoder My Sky HD, quello che permette di registrare le trasmissioni. Sul decoder viene automaticamente scaricata una selezione di programmi Sky che comprende  film di successo e programmi di intrattenimento, episodi di serie Tv, documentari, rubriche sportive, programmi per bambini, eventi e concerti. Ogni giorno vengono proposti contenuti nuovi e mediamente sul decoder sono presenti circa 30 ore di programmazione da vedere quando si vuole.

Non è poi una novità che si possano acquistare e scaricare film e serie televisive tramite iTunes di Apple. Che lo scorso dicembre ha lanciato la sua nuova Apple Tv. Disponibile anche in Italia, anche se non è tra i prodotti della Mela che sembrano aver riscosso più successo. E’ uno scatolotto nero che per 119 euro si può comperare anche nel negozio online di Apple (http://store.apple.com/it). Si collega al televisore e tramite una bella interfaccia permette di noleggiare film, vedere contenuti da YouTube e di collegare il televisore a tutti i dispositivi Apple di casa. I prezzi vanno da tre euro a quattro euro a film, con trenta giorni per vedere i titoli acquistati.

Dalle parti di Google

Brutte notizie invece sul fronte di Google Tv. Se la prima versione della televisione on demand di Google basata su Android è stato poco più di una scatola vuota osteggiata dalla reti americane, dopo l’estate dovrebbe essere rilanciata per supportare anche Android 3.1. Produttori come Samsung e Vizio dovrebbero anche affiancare Sony e Logitech nel proporre gli accessori da collegare al televisore, “set top box” come di dice in gergo, per poter ricevere i programmi on demand.  Niente di concreto per il momento, dunque. Intanto però avanza YouTube che l’anno scorso aveva lanciato un test sul mercato americano per noleggiare film. Appena cinque titoli online, offerti a 4 dollari. Bene: in dieci giorni l’incasso è stato di oltre 10 mila dollari. Un bruscolino per l’azienda, che tra l’altro è anch’essa di proprietà di Google, ma abbastanza da indurla a fare sul serio. Tanto da lavorarci sopra per più di un anno e da annunciare oggi seimila titoli, disponibili per il momento soltanto per chi ha un account registrato negli Stati Uniti. In questo caso i prezzi dei film sono di tre o quattro dollari, a seconda che siano novità o meno. Ma molti contenuti saranno disponibili gratuitamente, ma inframezzati da pubblicità. Come la televisione tradizionale, ne più ne meno. Anche per questo attendiamo che ai confini dell’Impero, l’Italia, qualcosa si muove.

L’offerta consolidata

Ci sono altre offerte in Italia per la televisione via cavo, on demand o meno. Infostrada Tv (www.infostrada.it/it/tv/index.phtml), ad esempio, per 3,95 euro al mese consente di vedere i canali in chiaro del digitale terrestre e fornisce un decoder con un registratore integrato per memorizzare un centinaio di programmi. E ha una sezione, non molto nutrita per la verità, di film on demand. Anche FastWeb ha un’offerta on demand (www.fastweb.tv/offerta-fastwebtv/video-on-demand/index.html), ma con relativamente pochi titoli e piuttosto cari. Telecom Italia, al di là dell’App per i televisori di Samsung di cui abbiamo parlato sopra, ha una buona offerta di “IP television” (quella che arriva via Adsl, per capirci) che si può vedere qui: http://tv.telecomitalia.it. Anche in questo caso i contenuti, comprese molte serie televisive, possono essere trasferiti facilmente in streaming a un televisore dotato di Wi-Fi o collegando il computer al televisore via cavo tramite l’uscita video. I prezzi partono a un euro. Tramite Telecom ci si può abbonare anche a Sky e Mediaset Premium. Quest’ultima, infine, ha anch’essa una sezione on demand (www.premiumondemand.it), con una cinquantina di film e le ultime puntate della serie televisive più gettonate. Direttamente sul televisore di casa grazie al decoder Premium On Demand HD.

Insomma, abbiamo ancora bisogno di palinsesti fatti da altri o ce li facciamo noi?

 

 

 

 

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Moreno Soppelsa è un giornalista e fotografo con competenze nella diffusione di contenuti nei nuovi e vecchi canali, dalla carta stampata ai social media, dai siti Web alle App.

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