Geo-social network

I social network si evolvono. E la parola magica è geolocalizzazione.  È il momento del geo-social.

“Il mio gatto si è addormentato sul tavolo”. “Ecco la foto del mio nuovo stereo inquadrato dal mio divano”. “Questa sera giocherò un po’ con il computer”. Alzi la mano chi non si ha mai provato la tentazione di cancellarsi da un social network, o quantomeno di cancellare gli amici più noiosi, nel leggere le loro minuziose cronache del nulla sapendo che la botta di vita più probabile sarà il resoconto di un otite o di un’influenza intestinale.

Per fortuna non tutti vivono in questo modo comunità le virtuali come Facebook o Google+, che sono sempre meno habitat per nerd puri e sempre più un trampolino per uscire di casa da bravi animali sociali. E questo anche grazie alla diffusione delle applicazioni che permettono di accedere ai social network dagli smartphone. Che di bello hanno anche il fatto di avere quasi tutti il Gps integrato e che possono quindi conoscere la loro posizione e comunicarla alle applicazioni che ne fanno richiesta. Si chiama geolocalizzazione. L’idea geniale è stata quella di combinarla con i social network aprendo un ventaglio di nuove possibilità per chi vive nel mondo reale.

Sono nati i geo-social e un nuovo modo di dire: “fare check-in” ovvero segnalare agli amici la propria posizione. Per vedere se ce ne sono nelle vicinanze, ad esempio, e raggiungerli nel locale dove stanno passando la serata. Oppure ricevere un avviso quando nelle vicinanze c’è  un luogo che un nostro amico ha commentato in modo positivo (o negativo). O semplicemente fare caccie al tesoro o altri giochi che combinano geolocalizzazione e social network.

Adesso la possibilità di vedere sempre dove sono gli amici (quelli che vogliono essere localizzati, ovviamente), anche se non è ancora molto sfruttata, è data anche da Facebook e da Google, ma i precursori del geo-social sono stati due: Foursquare e Gowalla. Il primo è il precursore dei geo-social. Fare check-in dal computer o dallo smartphone è la prima cosa che fanno i milioni di utenti di Foursquare nel mondo. In Italia sta crescendo molto, anche grazie a divertenti caccie al tesoro. Come la Surfin’ Milan dell’anno scorso che prevedeva l’uso di Facebook, Twitter e dei check-in di Foursquare presso monumenti e luoghi di interesse del capoluogo lombardo per ottenere indizi sulle tappe successive ed aggiudicarsi il premio finale. Altri eventi si possono leggere su questo informatissimo sito: www.foursquareitalia.org. Anche Gowalla, il rivale diretto di Foursquare, è arrivato alla terza versione. In Italia non è ancora molto diffuso, ma è un programma fatto veramente molto bene sia su Web sia dal punto di vista delle applicazioni mobili. Si può segnalare un luogo agli amici, vedere dove sono, lasciare commenti su un ristorante e fare una lista di posti visti o da vedere. Scegliere uno o l’altro di questi due geo-social dipende un po’ dagli amici presenti. Sono fatti bene entrambi.

Se questi sono i geo-social consolidati, il nuovo che avanza è rappresentato da Facebook Places e Google Latitude. Non sono così ludici e specializzati come Foursquare e Gowalla (vedi riquadri in queste pagine) ma hanno alle spalle la potenza di due colossi con centinaia di milioni di utenti. Più che essere impiegati per caccie al tesoro o per divertirsi a fare check-in per diventare i “padroni” di un luogo, servono semplicemente per sapere dove sono gli amici e cosa stanno facendo. In città c’è quell’amico che non si vede da tempo? Una telefonata o un messaggio Facebook ed ecco scapparci l’incontro. Che magari non ci sarebbe stato “A sapere che eravamo entrambi a Roma ci saremmo potuti vedere…”. Ecco, ora si può sapere. Attenzione però, perché i guru del marketing stanno già vivisezionando il fenomeno e c’è il rischio di ricevere, invece della segnalazione dell’amico su un Margarita fatto come si deve, spam di alberghi e negoziacci. Altro spam da combattere. Ma più avanti.

Waze: una cosa diversa

Il principio della comunità virtuale e della geolocalizzazione è alla base di un applicazione totalmente diversa dei geo-social ma estremamente interessante: il navigatore satellitare per cellulari Waze. Usato da milioni di utenti in tutto il mondo (ma in Italia sono ancora in pochi a sfruttarlo) è l’unico ad essere totalmente gratuito. Per il semplice fatto che le mappe sono fatte direttamente dagli utilizzatori girando in macchina. Il programma registra i tracciati GPS degli spostamenti e invia i dati a un server centrale che fa una media dei segnali e genera automaticamete le strade o corregge quelle esistenti, quando ad esempio viene aggiunta una rotonda. Chi lo tiene sempre acceso, anche quando non ne ha bisogno per navigare, contribuisce a migliorare la mappatura dell’Italia. Non genera molto traffico dati. Il tutto senza nessun intervento da parte dell’automobilista. Che però può inviare informazioni alla comunità su deviazioni, traffico, Autovelox e altri intoppi alla circolazione. Waze è multipiattaforma: iPhone, Android, Windows Mobile.

Waze punta anche sul lato ludico. Come per PacMan si guadagnano punti percorrendo strade nuove o conosciute, ma anche segnalando incidenti o poliziotti in giro. C’è chi allunga il percorso soltanto per tracciare nuove strade, in modo da avanzare in classifica con i pallini mangiati.

I quattro cantoni della geolocalizzazione

Chi: Foursquare

Dove: https://it.foursquare.com

Come: Dalla prima pagina fare clic sul pulsante “iscriviti adesso”. Ci si può registrare usando il pulsante di Facebook oppure premendo il pulsante e-mail per poi inserire i dati personali. Nel passaggio successivo si può trovare chi usa Foursquare tra i contatti presenti su Facebook, Gmail, Twitter e Yahoo. Per finire non bisogna dimenticare di scaricare, dall’apposita schermata, l’applicazione per iPhone, Android e BlackBarry, Symbian e Windows Phone.

Perché: È al momento la più seguita e divertente applicazione geo-social, scaricabile praticamente su qualsiasi sistema operativo mobile. È anche il social network che ha lanciato la moda del “check-in”, la segnalazione della presenza in un luogo che consente anche di diventarne “sindaco” finché non c’è un visitatore più assiduo. Si può diventare sindaco di una città o di un locale pubblico. Indispensabile anche per scoprire nuovi luoghi e attività. La versione 3.0, lanciata lo scorso marzo, tiene conto degli interessi di chi la usa per suggerire qualche nuovo posto dove andare.

Chi: Gowalla

Dove: http://gowalla.com

Come: Come per Foursquare ci si può registrare mediante l’account Facebook, premendo sul pulsante Sign Up with Facebook, oppure procedere autonomamente facendo clic sulla scritta Create a Gowalla account. Poi si compila il profilo e si cercano gli amici tra quelli presenti su Twitter o Facebook. Per mandare gli inviti a unirsi a questa comunità è anche possibile inserire direttamente gli indirizzi di posta elettronica. Non dimenticatevi di scaricare le applicazioni per iPhone e Android dall’home page di Gowalla.

Perché: E’ basato sullo stesso modello di Foursquare ed è il suo rivale da sempre, anche se ha meno utenti rispetto al primo, ma è molto più facile da usare e ancora più divertente. I creatori hanno puntato molto sul fatto di farne una sorta di gioco. Chi si registra ottiene un passaporto per i “badge” che si raccolgono visitando luoghi, connettendosi con gli amici o postando foto e commenti. Cercate sulla mappa di Gowalla anche i souvenir digitali, che possono essere biglietti per il cinema o gadget da ritirare in certi locali pubblici.

Chi: Facebook Places

Dove: www.facebook.com

Come: Applicazione di geolocalizzazione direttamente integrata nel più noto social network del mondo. Per “trovarla” basta fare clic sul pulsante per aggiornare il proprio stato. Ora, alla sinistra del pulsante Pubblica c’è la classica goccia rovesciata che si vede anche sulle mappe di Google. Cliccandola è possibile indicare al social la propria posizione, sia dall’applicazione mobile sia dal computer. C’è anche la possibilità di taggare amici presenti nello stesso luogo e a loro insaputa, ma questa funzione sta suscitando polemiche per ovvi motivi di privacy.

Perché: È al momento l’unica applicazione geo-social integrata in una rete sociale generalista preesistente. Adatta per verificare se ci piace o meno la geolocalizzazione e i suoi benefici (o i suoi lati negativi) senza andare sulle reti specializzate, che tra l’altro, in Italia e  al momento, sono ancora meno usate di Facebook Places nonostante quest’ultima applicazione sia stata lanciata da poco. Sono però in molti che regolano le preferenze di Facebook in modo che non diffonda la loro posizione.

Chi: Google Latitude

Dove: www.google.com/latitude

Come: Si accede al nuovissimo servizio di Google con il proprio account Gmail. Una volta entrati nella pagina principale di Latitude, basta fare clic su Prova Latitude sul tuo cellulare in alto a destra per scaricare le versioni per Android, iPhone, Symbian, Blackberry e Windows Mobile. A questo punto nella stessa pagina bisogna dire a Latitude se gli amici, da aggiungere a piacere tramite e-mail o rubrica Gmail, possono vedere o meno la nostra posizione.

Perché: È perfettamente integrato con tutte le applicazioni di Google e permette anche di condividere la posizione evidenziandola su un blog o sulla propria pagina Web. Oppure di mostrare la posizione a tutti i contatti di Google Talk. È possibile scegliere di far vedere la posizione accurata, a livello di via, o semplicemente la città. In qualsiasi momento si può disattivare la geolocalizzazione. Attenzione alla funzione cronologia che memorizza le posizioni passate e le visualizza su Google Maps ed Earth: pericolosa per la privacy.

 

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Moreno Soppelsa è un giornalista e fotografo con competenze nella diffusione di contenuti nei nuovi e vecchi canali, dalla carta stampata ai social media, dai siti Web alle App.

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