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Se il destino sta nel nome, Iridium qualche sospetto avrebbe dovuto destarlo. Il nome della rete di satelliti per telefonia cellulare con copertura mondiale deriva dall'atomo di Iridio. È un atomo che ha 77 elettroni e tanti dovevano essere i satelliti che formavano il sistema Iridium. Il nome è rimasto, ma i progettisti, spinti dai finanziatori che evidentemente erano già preoccupati sin dall’inizio, hanno subito limato il numero di satelliti a 66 per ridurre i costi. Partito male. E preseguito peggio. Iridium in un sofferto e veritiero comunicato stampa finanziario (il titolo è quotato in borsa - Nasdaq: IRID - e certi dati non possono essere taciuti) ha fatto sapere di aver chiuso il primo trimestre del 1999 con entrate per 1.451.000 dollari e con una perdita netta di 505 milioni di dollari, 3,45 per azione. In un anno le azioni si sono svalutate dell'80%. Per vedere l'andamento attuale del titolo, chi ha un collegamento internet può collegarsi all'indirizzo quote.yahoo.com e digitare IRID nella casella "get quote". Un bagno di sangue. Al 31 marzo, ultimo dato ufficialmente comunicato, Iridium aveva 10.294 abbonati. Pochi. Pochissimi. Soprattutto se si considerano gli investimenti effettuati dai venti partner internazionali del Consorzio Iridium (tra i quali, per l'Italia, il Gruppo Telecom). Una boccata d’aria al consorzio sta arrivando dal governo americano, che ha deciso di usare, pagando 200 milioni di dollari, un satellite della costellazione Iridium per attività di controllo (leggi: spionaggio). Se questa è una buona notizia, la cattiva è che al traballante consorzio il colpo di grazia potrebbe arrivare dai concorrenti satellitari che stanno per arrivare, Globalstar in testa. Si tratta di una controllata dell’americana Loral Space System, nella quale vi sono anche l’italiana Alenia, la francese Alcatel Space e la tedesca DaimlerChrisler Aerospace). Le motivazioni del fiasco di Iridium, perché di fiasco si può proprio parlare, sono parecchie: i terminali sono almeno tre volte più ingombranti dei GSM, non possono funzionare all’interno di stabili, hanno problemi di ricezione addirittura in presenza di alberi troppo frondosi e costano molto cari (circa 5.000 milioni). Anche le telefonate costano carissime: più o meno 5.000 lire al minuto e anche quando si sfrutta la normale rete terrestre si paga di più. A questi aspetti si aggiunge il fatto che per un lungo periodo, coincidente purtroppo con il clou della campagna pubblicitaria, sono scarseggiati sul mercato i terminali (problemi di produzione). E anche la campagna pubblicitaria non è stata brillante: Iridium ha speso centinaia di milioni di dollari per raggiungere gli utenti finali e ha trascurato gli operatori di telefonia terrestri. Al contrario, Globalstar, che lancerà il suo servizio satellitare il prossimo novembre, punta molto sugli operatori di telefonia terrestri come partner diretti. E c’è da sospettare, visto che ha effettuato una scelta opposta a quella di Iridium, che abbia fatto la scelta giusta.
Iridium, punti di forza e punti deboli
+ lo stesso telefono può essere usato per chiamare e ricevere in qualsiasi parte del mondo.
- non funziona all'interno di locali chiusi - il terminale è piuttosto ingombrante - costo elevato del telefono e delle telefonate
I numeri di Iridium 77 Satelliti previsti 66 Satelliti lanciati 10.294 abbonati (al 31 marzo 99) 505 Milioni di dollari di perdita netta (al 31 marzo 99) 3,45 Perdita per azione. 4.000 Area in kilometri coperta da ogni satellite. 20 Partner internazionali del consorzio Iridium
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